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Old! #293 – Febbraio 1999

Old! #293 – Febbraio 1999

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

A febbraio del 1999, Sega porta in sala giochi Crazy Taxi, un gioco di guida open world in cui bisogna raccattare passeggeri in giro per la mappa e portarli a destinazione. Velocissimo, completamente folle, con uno stile grafico sopra le righe e una colonna sonora a base di Offspring, Crazy Taxi fracassa l'immaginario collettivo e dà vita a una serie dalla breve ma intensa durata. Circa un anno dopo, il gioco arriverà su Dreamcast per mezzo di una conversione eccellente.

Sono gli ultimi anni di gloria delle sale giochi e delle conversioni casalinghe e, il 13 dello stesso mese, Capcom lancia anch’essa un coin-op. Power Stone è un picchiaduro a incontri 3D a movimento libero, dall’impostazione estremamente casinista, ambientato in arene piuttosto ampie e cariche di potenziamenti, armi, punti d’interazione. Il gioco riscuote un buon successo e godrà anch’esso di una conversione su Dreamcast piuttosto popolare. Un anno dopo uscirà un seguito, che introdurrà la possibilità di giocare in quattro.

Tre giorni dopo è Konami a giocarsi l’asso di bastoni in sala giochi con Guitar Freaks, tentativo di allargare i confini del filone Bemani con un gioco basato su un controller a forma di chitarra. Il meccanismo rimane quello ormai tradizionale da rhythm game, con gli input del giocatore che devono seguire i comandi a schermo, e la scelta musicale spazia fra i generi ma si appoggia in maniera molto limitata su hit internazionali. Guitar Freaks godrà di un grosso successo, diventerà una vera e propria serie e verrà convertito su PlayStation con controller dedicato, ma non raggiungerà mai l’occidente, se non tramite l’importazione parallela, e finirà un po’ per essere, se vogliamo, il Wolfenstein 3D del genere musicale. Diversi anni dopo, infatti, Guitar Hero conquisterà un trono lasciato vacante.

Il 17 febbraio 1999, i PC di tutto il mondo si imbarcano nella conquista dello spazio grazie a Sid Meier's Alpha Centauri, seguito spirituale di Civilization creato da Sid Meier e Brian Reynolds dopo aver abbandonato Microprose e fondato lo studio Firaxis. Il gioco, sostanzialmente, prende il via dalla fase conclusiva di Civilization, che prevede la possibilità di conquistare lo spazio raggiungendo, appunto, Alpha Centauri. Lavorando quindi su un impianto di base simile, si parte però dal ventiduesimo secolo e ci si ritrova a “coltivare” la propria civiltà su un pianeta lontano anni luce. Pur accolto con grande favore da critica e pubblico, il gioco non godrà mai di un seguito, solo di un’espansione intitolata Alpha Centauri: Alien Crossfire. D’altro canto, molte sue intuizioni troveranno spazio nei futuri Civilization e nel 2014 verrà pubblicato una sorta di seguito spirituale, intitolato Civilization: Beyond Earth.

Il 24 febbraio vede invece l’arrivo di Silent Hill sulle PlayStation europee. Il gioco sviluppato da Konami si inserisce nel filone survival horror lanciato da Resident Evil ma sceglie un approccio incentrato sul lato più avventuroso della faccenda, sulle inquietudini psicologiche e sul melodramma, schivando il tono da trashata della concorrenza targata Capcom. Inoltre, sfrutta un motore grafico interamente tridimensionale, giocandosi la mossa della nebbia e dell’oscurità che nascondono i limiti tecnologici ma contribuiscono anche all’atmosfera. Il gioco viene accolto in maniera molto positiva e dà vita a una serie di lunga durata. Godrà anche di un seguito diretto (Silent Hill 3) e una sorta di remake (Silent Hill: Shattered Memories) e farà da base per lo sbarco al cinema del franchise.

Tredici giorni dopo, pensa te che razza di mese, arriva dalle nostre parti anche Metal Gear Solid, grande ritorno di una serie nata ai tempi dell’MSX e che qui trova nuova vita grazie alla rielaborazione per l’epoca dei poligoni. Non mi dilungo perché abbiamo parlato del tema in abbondanza.

Il 28 febbraio vede invece l'uscita di Heroes of Might and Magic III: The Restoration of Erathia, nuovo appuntamento con la serie di New World Computing nata qualche anno prima. Si tratta del classico seguito che non rivoluziona nulla, ma migliora ed espande nella miglior maniera possibile e viene infatti accolto in un tripudio di amore da pubblico e critica. La serie proseguirà a lungo.

Infine, lo stesso giorno segna il termine della serie di sparatutto/simulatori spaziali nata nel 1993 con X-Wing. LucasArts pubblica infatti X-Wing: Alliance, ancora una volta sviluppato da Totally Games. Il gioco compie un passo indietro rispetto al focus "multiplayer only" di X-Wing vs Tie Fighter e torna a proporre anche una campagna di gioco in solitaria, incentrata sulla vita di un pilota commerciale che combatte anche per la ribellione. Al di là dei passi avanti tecnologici, X-Wing: Alliance introduce novità interessanti come la possibilità di volare su astronavi dall'equipaggio più ampio, magari dedicandosi alle torrette invece che al pilotaggio, e propone missioni divise in più parti, con salti nell'iperspazio "in game". Nonostante la buona accoglienza da parte di pubblico e critica, come detto, la serie si chiude qui, con il marchio Star Wars che si sposterà sul filone arcade di Rogue Squadron, sicuramente più adatto all'ormai fondamentale mercato console.

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