Outcazzari

Old! #284 – Dicembre 1988

Old! #284 – Dicembre 1988

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

A dicembre del 1988, Capcom lancia in sala giochi Ghouls 'n Ghosts, seguito di Ghosts 'n Goblins nonché ultimo episodio della serie a nascere sotto forma di cabinato. Il gioco conserva molti aspetti dell'originale, dai controlli legnosetti al level design sadico, passando per l'ancor più sadica richiesta di doppio completamento per ottenere il finale "vero", e vi aggiunge alcune novità, fra cui l'utilizzo delle magie. Altro grande successo, Ghouls 'n Ghosts verrà convertito sulle console Sega e su un po' tutti i formati di personal computer. La serie proseguirà negli anni Novanta trasferendosi sulle macchine Nintendo, con Super Ghouls 'n Ghosts e la saga spin-off Gargoyle's Quest. Ah, c'abbiamo il Racconto dall'ospizio di Babich.

Lo stesso mese vede l’arrivo sui NES europei di Zelda II: The Adventure of Link, forse l’episodio più controverso e criticato della saga zeldiana, nonché uno dei pochissimi (se non l’unico, perlomeno escludendo gli spin-off per CD-I) di cui è possibile parlare male senza essere pestati a sangue dalla Nintendo Police. Forse. Sviluppato in fretta e furia dopo l’uscita del primo episodio, al punto di precederne la distribuzione internazionale con la sua uscita in terra nipponica, The Adventure of Link è un seguito diretto, l’unico nella serie o quasi. Fra le novità introdotte, alcune (per esempio Dark Link) diventeranno ricorrenti nelle uscite successive, mentre altre (per esempio lo scrolling orizzontale per le fasi action e la maggiore attenzione sulle statistiche da GdR) verranno abbandonate per sempre. La serie, comunque, andrà avanti imperterrita nei secoli dei secoli.

Ma in quegli stessi giorni si manifesta in sala giochi un altro seguito, Double Dragon II: The Revenge. Questa volta, la missione di Billy e Jimmy è alla ricerca di vendetta, dato che Marian viene uccisa da Willy all'inizio del gioco. Il gioco rimane molto simile al capitolo originale, anche se c'è una modifica significativa al sistema di controllo, coi due tasti deputati ad attacco sinistro e destro invece che a calcio e pugno. Sul finale, invece di doversi pestare fra di loro per conquistare la damigella (anche perché a quel punto si parlerebbe di necrofilia), i due giocatori devono sconfiggere dei cloni di loro stessi. Chiaramente, il gioco verrà convertito su qualsiasi piattaforma possibile e la versione NES, in particolare, riscuoterà grande popolarità. La serie proseguirà con un terzo episodio nel 1990.

Il 9 dicembre del 1998 esce su svariati computer Total Eclipse, gioco di avventura in prima persona che, per certi versi, può anche essere considerato un mezzo precursore degli FPS. Total Eclipse è ambientato negli anni Trenta e ci vede nei panni di un archeologo alle prese con una maledizione egizia, che rischia di causare l’apocalisse o giù di lì. Il gioco di Paul Gregory viene accolto con grande favore, nonostante qualche critica per l’essenza “more of the same”.

Il 17 dicembre esce invece su Famicom Final Fantasy II, seguito del GdR che ha rilanciato i destini di Square ma che, nonostante questo, rimarrà confinato al Giappone. Dopo l’episodio iniziale, infatti, il primo Final Fantasy a raggiungere l’occidente sarà il quarto, tra l’altro con il titolo Final Fantasy II per confondere le acque. Il gioco introduce diversi elementi che diventeranno pilastri nella serie, dai Chocobo a Cid, e propone un sistema di progressione basato sull’utilizzo delle abilità, invece che sull’accumulo di punti esperienza. Nasce inoltre qui la tradizione di non creare mai seguiti diretti ma storie e ambientazioni sempre nuove ad ogni uscita della serie. Final Fantasy II giungerà in occidente solo col nuovo millennio, grazie alla raccolta Final Fantasy Origins sulla prima PlayStation. Da lì sarà un tripudio di riedizioni mondiali.

Infine, il 19 dicembre del 1988, oltre due anni dopo l'uscita originale Giapponese, Castlevania raggiunge i NES europei. Si tratta del primo episodio per la serie di platform d'azione horror targata Konami, che qui punta tutto su abilità manuale, design sadico e combattimento. Gli elementi più avventurosi e da gioco di ruolo verranno infatti introdotti a partire dal seguito e consolidati definitivamente solo dieci anni dopo, con Castlevania: Symphony of the Night su PlayStation. Il successo è immediato e la serie si manterrà in ottima salute per oltre vent'anni. Il primo Castlevania godrà fra l'altro di svariate conversioni, riedizioni e perfino due remake: un Castlevania per Sharp X68000, riproposto parecchi anni dopo come Castlevania Chronicles su PlayStation, e Castlevania: The Adventure ReBirth per Wii, venduto attraverso la piattaforma WiiWare.

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