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Raylan Givens ha il grilletto facile e gli attributi d’acciaio

Raylan Givens ha il grilletto facile e gli attributi d’acciaio

Qualche tempo fa, in occasione dell’articolo su Sons of Anarchy, citai alcune serie che appartengono ad un particolare sottobosco di prodotti seriali, che potremmo definire “serie di menare”, con protagonisti duri e impassibili che si trovano spesso e volentieri ad avere a che fare con brutti ceffi, a volte anche peggiori di loro. Ovviamente tutto finisce a suon di cazzotti e sparatorie, perché è così che i duri regolano i conti.

A questo filone appartiene Justified. Creata da Graham Yost e basata sulle opere di Elmore Leonard, la serie vede al centro Raylan Givens, US Marshall dal grilletto facile e dai modi spicci. Una sorta di moderno sceriffo, sia negli atteggiamenti che nel look, dato che indossa costantemente stivali e cappello. Un uomo intrepido alla Gary Cooper, come direbbe Tony Soprano. Nonostante la rudezza, Raylan è un uomo di legge dal cuore d’oro e non esita ad andare oltre le regole alle quali dovrebbe attenersi, pur di assicurare i criminali alla giustizia. Proprio a causa dei suoi modi da cowboy – ha sparato un colpo di pistola in pubblico a un boss criminale senza farsi troppi problemi – viene trasferito dalla calda e assolata Florida, alla rurale e decadente contea di Harlan, nel Kentucky, dove Raylan è nato e ha trascorso parte della sua vita prima di entrare a far parte delle forze dell’ordine. Per lui, la prospettiva di tornare ad Harlan è tutt’altro che dolce: sarà costretto a riallacciare i rapporti con il vecchio padre Arlo, un criminale con cui non è mai andato molto d’accordo, e avrà nuovamente a che fare con l’ex moglie Wynona, ora risposatasi con un bieco imprenditore immobiliare. Harlan è inoltre una contea in declino e ad alto tasso di criminalità. Le opportunità di lavoro, soprattutto per gli uomini, si riducono più che altro ad una poco invitante vita in miniera, cosa che spinge molti a cercare guadagni facili con attività illegali, come ad esempio cucinare metanfetamine in una roulotte come faceva Walter White in Breaking Bad. E, in effetti, gli abitanti di Harlan sono i classici redneck scarsamente istruiti che passano la maggior parte del tempo nei bar mangiando pollo fritto e bevendo Bourbon. Tra questi, Raylan avrà nuovamente a che fare con Boyd Crowder, sua vecchia conoscenza dai tempi del liceo, con cui, tra l’altro, aveva lavorato in miniera da ragazzo. Boyd è, probabilmente, il personaggio più complesso e ambiguo di tutta la serie: viene introdotto come un suprematista bianco dedito a rapinare banche, salvo poi trovare la fede dopo aver rischiato la vita ed essere finito nuovamente in prigione. Una volta uscito, sembra voler cambiare vita e addirittura si scontra con il padre Bo, patriarca della famiglia criminale dei Crowder, per mettere fine al traffico di stupefacenti ad Harlan. Boyd tornerà successivamente alla vita criminale, creando una banda dedita a numerose attività illecite, diventando un vero e proprio boss, nonché il villain principale lungo tutte le sei stagioni che compongono la serie. Raylan avrà con lui un rapporto controverso, in cui diverse volte collaboreranno insieme contro altri criminali ma senza smettere mai di essere rivali, in virtù dei loro ruoli opposti.

Naturalmente Raylan, oltre ad affrontare i fantasmi familiari ed emotivi del passato, avrà a che fare con diversi antagonisti lungo tutta la serie: Theo Tonin, Robert Quarles, Nicky Augustine e Wynn Duffy, esponenti di alto rango della Dixie Mafia, Darryl Crowe Jr e i suoi fratelli criminali, e il viscido uomo d’affari Avery Markham insieme ai suoi scagnozzi.

Ma il villain più rappresentativo della serie – e che si collega anche alla Cover Story di questo mese – è senza dubbio Mags Bennet, matriarca dell’omonima famiglia, i cui esponenti sono da generazioni dediti alla coltivazione di marijuana e rivali della famiglia Givens. Mags è proprietaria di un piccolo emporio ad Harlan, che serve come copertura per il traffico d’erba che porta avanti con i figli Coover e Dickie, aiutati dal terzo fratello Doyle, che usa la sua posizione come sceriffo della contea per aiutare la sua famiglia a portare avanti gli affari. Mags viene dipinta come una donna potente e dalla personalità dominante, ma che nasconde una profonda fragilità: accoglie come una figlia Loretta McCready dopo aver avvelenato suo padre Walt, che lavorava per lei, per soddisfare il desiderio di avere una figlia e darle una vita migliore, perdendo tutto dopo aver venduto i suoi terreni alla compagnia mineraria Black Pike, attirandosi le ire della comunità e della stessa Loretta, dopo che questa avrà scoperto la verità sulla morte del padre.

Justified è un dramma criminale che cresce di stagione in stagione, che poggia le sue fondamenta più che sulla trama principale della stagione e sulle varie sottotrame dei personaggi secondari, soprattutto sulla complessità dei protagonisti e dei personaggi principali. La grande sintonia fra Raylan e Boyd regala due volti diversi della stessa medaglia. Boyd non è totalmente cattivo ma ha una forte ambiguità morale, mentre Raylan è il classico personaggio dal cuore d’oro ma che ogni tanto ragiona più di pancia (o di grilletto, se vogliamo), finendo per mettersi nei guai. Buona parte degli altri personaggi principali si muove sempre su un filo sottile, una zona grigia che non li porta mai ad essere totalmente positivi o totalmente negativi.

La lunga vita della serie ha visto qualche calo qua e là, tra personaggi a cui forse è stato dato eccessivo spazio (per esempio Dewey Crowe, poco più che una macchietta) e qualcuno totalmente sbagliato (Daryl Crowe Jr., tra l’altro interpretato da un attore secondo me inadeguato al ruolo) e qualche sottotrama dimenticabile. Ma Justified resta, a dieci anni dalla sua conclusione, un’ottima produzione, capace di mettere in scena un dramma criminale a tinte western decisamente convincente, una volta tanto fuori dal contesto urbano ma in un’ambientazione rurale che costituisce il cuore della serie. Eccezionali sia Timothy Olyphant nei panni di Raylan Givens che Walton Goggins in quelli di Boyd Crowder, accompagnati da tanti altri bravi caratteristi come Neal McDonough nel ruolo di Robert Quarles e Mykelti Williamson in quelli di Ellstin Limehouse, un macellaio dedito ad affari criminosi, non a caso socio prima di Mags Bennet e poi dello stesso Boyd.

Qui in Italia, Justified non ha avuto vita facile: Mediaset ne acquisì i diritti per la trasmissione in chiaro ma, così come per altre serie, non sapeva esattamente cosa farsene, finendo per sballottarla in almeno tre o quattro canali differenti in fasce orarie distinte, finendo poi per trasmetterla tutta a notte fonda nel 2015, costringendomi a registrare le puntate alla vecchia maniera, ché i tempi dello streaming erano ancora abbastanza lontani. Io la scoprii grazie al passaparola nel forum che frequentavo all’epoca, e sento fortemente la mancanza di una versione in home video in italiano (in realtà la serie ha goduto di una pubblicazione in DVD con il doppiaggio in italiano ma è fuori catalogo da tempo).

Anche Justified ha goduto di un revival un paio di anni fa, Justified City Primeval, ma è ancora nella mia personale lista delle serie da recuperare. Prima o poi ce la farò, magari in occasione della seconda stagione, che pare non sia da escludere. Si vocifera di un nuovo ritorno ad Harlan per Raylan Givens.

Questo articolo fa parte della Cover Story dedicata a droghe e dipendenze, che potete trovare riassunta a questo indirizzo qui.

Scegli la vita!

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