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Backlog #11: Shift Quantum ti ribalta gli occhi

Backlog #11: Shift Quantum ti ribalta gli occhi

Backlog è la rubrica in cui chiacchieriamo fuori tempo massimo di giochi che abbiamo recuperato nella nostra lotta infinita contro il cumulo di arretrati. Sono quei giochi troppo recenti per poter essere ammessi nell'ospizio ma già troppo vecchi perché possa ancora interessare a qualcuno una recensione classica.

Portiamo avanti il walk of shame avviato qualche settimana fa per parlarvi di alcuni giochi che ho ricevuto dagli sviluppatori ormai mesi addietro ma a cui, per un motivo o per l'altro, non sono riuscito a dedicarmi in tempi accettabili. Oggi è il turno di Shift Quantum, rielaborazione in chiave potenziata di una serie, Shift, nata con un gioco in Flash del 2008 e cresciuta pian piano fra seguiti, versioni mobile e rielaborazioni sempre più corpose su PSP e Nintendo 3DS. Questa nuova edizione si è manifestata su PC, PlayStation 4, Switch e Xbox One a fine maggio, quando lo sviluppatore mi ha inviato un codice per il download sulla console Nintendo, e io ho iniziato subito a giocarci. Ma, un po' perché continuavo a sbattere la testa sulla difficoltà di alcuni puzzle, un po' perché continuavo proprio a perdere di vista il gioco, sono riuscito a finirlo solo durante le vacanze di fine agosto.

E quindi, eccomi qui a chiacchierarne, cogliendo però – attenzione – un gancio completamente inatteso: lo studio Fishing Cactus (a cui dobbiamo l'ottimo Epistory) ha partecipato alla Gamescom con il suo gioco e ha annunciato l'uscita di tre nuovi livelli gratuiti per il mese di settembre. Quindi, insomma, se c'è un momento in cui può avere senso dirvi in ritardo che Shift Quantum merita, beh, direi che è questo.

Il concept alla base di Shift Quantum è tanto semplice e azzeccato quanto incasinato da spiegare a parole. L'impostazione è da puzzle/platform game bidimensionale, di quelli in cui ogni livello è sostanzialmente un grosso enigma da risolvere. I livelli sono in parte bianchi e in parte neri, con le due colorazioni che vanno a comporre piattaforme e strutture. In qualsiasi momento, se sta toccando terra, il protagonista ha il potere di ribaltare la stanza in verticale, invertendo quindi la gravità ma anche scambiando fra di loro le parti bianche e le parti nere. Si passa, in un certo senso, al negativo ribaltato del livello, invertendo quindi gli spazi in cui ci si può muovere, le piattaforme e i luoghi in cui non si può entrare. Se non ci avete capito nulla non ve ne faccio una colpa, ma insomma, c'è il trailer qua sopra per farsi un'idea.

A questa struttura di base, si aggiunge la classica progressione del genere, con vari meccanismi che si aggiungono mano a mano, offrendo ulteriori opportunità e ostacoli. Ci sono, per fare tre esempi: pulsantoni che fanno ruotare le stanze, scombinando ulteriormente la gravità; altri interruttori tramite cui è possibile far sparire e apparire pareti, piattaforme, ostacoli; blocchi da spostare in giro che fanno da piattaforme ma che, quando si ribalta tutto, diventano buchi, tramite cui aprire passaggi attraverso muri. E ovviamente anche gli ostacoli offerti dai livelli, fra getti d'aria che trascinano in giro il protagonista, spuntoni mortali e altre diavolerie, si evolvono nel tempo.

Le meccaniche di base sono molto azzeccate, intriganti, e del resto non è un caso se la serie Shift va avanti di qua e di là da ormai un decennio. Nel caso di Shift Quantum, poi, la progressione della difficoltà è davvero ben calibrata, con i vari livelli che propongono una bella salita della sfida ma anche i giusti momenti defatiganti, legati talvolta al dover far apprendere nuove meccaniche, talvolta agli stage "narrativi", nei quali vediamo portata avanti una storia semplice, appena abbozzata, ma che fa il suo dovere. Da sottolineare, poi, il fatto che ogni livello nasconde un collezionabile facoltativo quasi sempre interessante da recuperare, perché costringe ad approcciare in maniera diversa l'enigma di turno.

Nel complesso, insomma, Shift Quantum mi è piaciuto parecchio e soprattutto l'ho trovato un gioco perfetto per delle sessioni brevi con Switch in modalità portatile. Di contro, starci appiccicati per ore consecutive, forse, può essere pesante, sia per le scelte stilistiche – gradevoli ma francamente un po’ monotone – sia perché i picchi di difficoltà rischiano di frustrare. In compenso, per chi davvero se ne innamora in maniera radicale, è da sottolineare la presenza di un editor per i livelli e, conseguentemente, di una lunga serie di stage creati dagli utenti, con cui allungare l'esperienza di gioco a dismisura. Per cui, insomma, i contenuti non mancano di certo, specie considerando che già il pacchetto base è discretamente longevo: ho impiegato cinque ore abbondanti per arrivare in fondo, lasciandomi comunque alle spalle svariati collezionabili e usando l'apposita opzione per saltare un paio di livelli dei quali proprio non riuscivo a venire a capo.

Shift Quantum è disponibile solo tramite download digitale su PC, su PlayStation 4, su Switch e su Xbox One. Se volete dare un'occhiata al gioco in Flash originale per farvene un'idea, potete recuperarlo su Kongregate.

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