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Robbotto, Robb e Otto alla riscossa

Robbotto, Robb e Otto alla riscossa

Chi non conosce Bubble Bobble? Il gioco di Taito del 1986 è uno di quei classici che attraversano il tempo e lo spazio, rimanendo immutati sia nella memoria che nelle mille rinascite nel corso dei lustri. La cosa curiosa è che in più di trentadue anni ci sono stati pochissimi cloni o titoli simili al capolavoro con i due draghetti protagonisti, e guarda caso mi è capitato tra le mani proprio uno di questi. Robbotto, questo il titolo del gioco in questione, è chiaramente un (enorme) omaggio a Bubble Bobble. Innanzitutto, ovviamente, il gioco è fruibile sia da un giocatore singolo, sia tramite co-op locale e, al contrario di quanto accadeva nel suo illustre pseudo-antenato, le cose cambiano tra le due modalità.

Il titolo di JMJ Interactive prevede che ogni stage del gioco (sono 100 in totale) venga “ripulito” da dei robot impazziti che scorrazzano pericolosamente in giro. I robot che si trovano liberi per i quadri non devono essere distrutti, ma semplicemente disattivati. Per poter effettuare questa azione, il giocatore, che controlla a sua volta un piccolo robottino, ha a disposizione due armi: una sorta di scarica elettrica e un getto d’acqua. Per disattivare i robot è necessario prima colpirli con la scarica e, quando rimangono bloccati per pochi secondi perché attraversati dalla corrente elettrica, centrarli con il getto d’acqua.

La grossa differenza tra le due modalità, singolo e multi, è che se si gioca da soli, il robottino controllato dal giocatore ha la possibilità di utilizzare entrambi gli attacchi, mentre se si gioca in due, uno usa la scarica elettrica e l’altro il getto d’acqua.

Detto così sembra una stupidaggine, ma in realtà giocare in due è molto più complesso che affrontare il gioco da soli e il motivo è presto detto: per bloccare i robot impazziti, i due giocatori devono coordinarsi in maniera molto precisa già dai primi livelli, pena morti premature a cascata. Infatti, nessuno dei due può disattivare autonomamente i nemici, può solo rallentarli. E vedere il proprio compagno scorrazzare in giro per lo schermo mentre noi stiamo arginando i nemici e lui non viene a dargli il colpo di grazia, può generare qualche momento di tensione.

Giocare da soli, invece, permette al robottino di utilizzare entrambe le armi e quindi il tutto si semplifica, potendo bloccare gli avversari in tempo reale, senza attendere qualcuno che ci venga a dare una mano. Un aspetto però davvero pessimo e inspiegabile è che se si inizia una partita in singolo, per poter giocare in due bisogna ricominciare da capo. Infatti, il gioco salva ogni volta che passiamo un livello, ma se cambiamo modalità (da un giocatore a due o viceversa) si perde tutto l'avanzamento e si riparte da capo.  Spero vivamente che questa magagna venga risolta prossimamente con una patch, perché così passa davvero la voglia di passare da singolo a co-op.

Graficamente, il gioco sembra uscito dritto dritto da un NES, con uno stile retrò che più retrò di così non si può. Purtroppo pure troppo: il tutto è veramente molto essenziale, visivamente ha un che di “povero”, anche se i vari personaggi sono comunque simpatici e carini. E lo dico io che adoro i titoli in pixel art, ma qui trovo il tutto veramente esagerato.

Il design dei livelli è quello che siamo abituati ad amare di Bubble Bobble, ovvero piattaforme disseminate nella schermata (fissa) su cui dobbiamo saltare per raggiungere (o seminare) i nemici.

Le tipologie di robot che dobbiamo affrontare è abbastanza variegata e, piacevole diversivo, oltre ai livelli standard, i nostri fidi Robb e Otto hanno anche a che fare con dei boss, molto ben realizzati, che mettono alla prova la materia grigia del giocatore, oltre ai suoi riflessi.

Sì, perché Robbotto non è un gioco semplice, tutt'altro. Di momenti in cui si vorrebbero lanciare i Joy-Con sul muro (la console intera mi sembrerebbe eccessivo), ce ne sono davvero tanti e il rischio di rovinare un’amicizia giocando in co-op non è così campato per aria.

Robbotto è un gioco per i super nostalgici di Bubble Bobble che non hanno voglia di riprendere in mano il titolo originale di Taito o che non desiderano comprarsi un NES Mini. Di per se non è assolutamente un brutto gioco, anzi, ma è indirizzato ad un target preciso, che può spendere i 9,99€ necessari all’acquisto a cuor leggero e che se la sente di soprassedere alla magagna della perdita di avanzamenti se si cambia modalità di gioco.

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Ho giocato a Robbotto grazie ad un codice per il download su Switch gentilmente inviatoci dal publisher, utilizzando la console sia collegata alla TV che in modalità portatile. Ho provato approfonditamente sia la modalità single player, sia quella multi, cercando di evitare di samadonnare troppo in presenza del mio erede. Il gioco è in inglese e come spesso accade per questo genere di titoli, la cosa non è assolutamente di intralcio per i non anglofoni, viste le pochissime, e semplicissime, istruzioni a schermo. Robbotto è disponibile su PC e su Switch.

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